temporary places

indagine sul provvisorio

Temporary Places è un’indagine sul provvisorio.
Ambienti, prospetti, muri, oggetti: luoghi sottratti alla loro funzione originale, trasformati nel loro utilizzo, o consegnati all’abbandono. Il loro futuro prossimo o remoto è imprevedibile, ed è difficile
indovinarne nuove direzioni. La loro percezione è condannata ad essere frammentaria, legata ad una precarietà di senso difficile da ricondurre a strutture
logiche. Le loro forme si modificano, l’estetica si piega a nuove necessità. Sono abitati e percorsi, utilizzati e ricondotti a diverse funzioni quotidiane o occasionali, vissuti nella loro instabilità.
Sono visti, guardati. Creano nuove connessioni e si entra inevitabilmente in relazione con essi.

Il mio interesse nel fotografare questi luoghi ha molteplici radici. Per me si tratta di cristallizzare l’istante del cambiamento da ciò che è stato, o avrebbe dovuto essere, a ciò che non può essere se non transitoriamente; di evidenziare un conflitto fra la percezione immediata dello sguardo fisiologico e la consapevolezza di una stratificazione di senso troppo complessa per essere raccontata. Progettare una mappatura del temporaneo aggiunge un nuovo elemento ad una questione per me già profondamente in campo, che riguarda la concreta impossibilità di riprodurre una realtà attraverso il racconto lineare del suo senso. E’ l’indagine visiva forse, a poter restituire quel senso mancante grazie alla sua congenita frammentarietà.

Le immagini proposte sono scattate in anni diversi e in luoghi diversi del mondo. Presentano un itinerario senza uno specifico ordine geografico o cronologico. Per questo lavoro mi sembra importante sottolineare la dimensione del viaggio, dal momento che, personalmente, è proprio in questa dimensione che percepisco un aumento del senso di spaesamento e provvisorietà nel confronto del mio sguardo con la realtà, utile ad avvicinarmi al cuore del progetto.

<Nikon D80, Nikon D750, iPhone SE, Instax SQ6>

© 2020 Stefano Montinaro